Addii

Questo fine settimana ha privato il nostro paese di due grandi protagonisti dell’immaginario popolare, che hanno avuto il merito di nobilitare generi per lungo tempo considerati di bassa intensità culturale; Carlo Fruttero e Nanni Ricordi. Traduzioni, giornalismo, polizieschi e fantascienza il primo, soprattutto con Franco Lucentini. Scouting e produzione, il secondo, di gente come Giorgio Gaber, Gino Paoli, Ornella Vanoni, Luigi Tenco, Sergio Endrigo, Enzo Jannacci, Umberto Bindi, Ricky Gianco, Gianfranco Manfredi, Giovanna Marini, Lucio Battisti, Francesco De Gregori, Ivan Cattaneo, Fabrizio De Andrè, Antonello Venditti, Gianna Nannini e Paolo Conte. Lieve sia la terra.

Lettera aperta di un trentenne per Stefano e per Giuliano

Ho quasi trent’anni e come tanti altri ragazzi sono grato a Giuliano Pisapia e Stefano Boeri per quello che hanno fatto nell’ultimo anno. Ricordo la serata della Stazione Centrale, quella con i due arcobaleni prima del ballottaggio, quella della festa per la vittoria: è stato probabilmente il momento più alto di partecipazione della mia generazione. Non dimentico anche i mille incontri nelle piazze, nelle associazioni, nei circoli, le facce nuove conosciute e gli incontri magici, una geografia nuova della città scoperta durante la campagna, e ignota anche a noi che viviamo a Milano da una vita.

 

La voglia di cambiare Milano (e i partiti sul territorio), nata con le uniche vere primarie degli ultimi anni, ci ha fatto capire che battere la destra non è impossibile; che la squadra vince quando è coesa; che presunti pensieri dominanti (Letizia Moratti, De Corato, per non parlare della Lega) possono trasformarsi in brutti ricordi: hanno perso da sei mesi, qualcuno li ha più visti in giro? Eppure solo un anno fa, quel modello sembrava indistruttibile.

 

Non è buonismo, nemmeno retorica: non penso che il governo di Milano possa permettersi di privarsi di un assessore dello spessore di Stefano Boeri. Le ragioni sono molte e di merito, per i progetti sulla cultura che Stefano sta costruendo, per il modello politico partecipato che continua a praticare, per lo sguardo internazionale che rimetterà questa città fuori dalla Padania per riportarla al centro del mondo.

 

Vorrei utilizzare una retorica più forbita, una sintesi politica meno rozza, ma il pensiero che attraversa me e molti altri semplici elettori e sostenitori di questa giunta è semplice:mettetevi d’accordo, cazzo. Trovate una strada, un modus operandi, una qualsiasi opzione credibile che non metta fine alla bellezza che insieme abbiamo cominciato a costruire. Quel famoso “Laboratorio Milano” che ha cambiato il vento qui, e che deve essere il primo mattone della rinascita civile di questo paese. 

8.11.11 – Italia, paese normale. Speriamo.

Il mio amico Gianfelice Facchetti ha scritto che suo papà gli aveva trasmesso una formula semplice, una traduzione concreta di quella scritta strana che compariva su quelle esotiche maglie rosse decorate a falce e martello. C.C.C.P. = Col Cavolo, Che Perdiamo. 

Una formuletta, un piccolo proverbio di quelli che ci trasmettono i nonni. Credo lo abbia accompagnato molto in questi anni difficili.

Succede tutto in mezz’ora: condannato Moggi, Berlusconi pronto a lasciare. Ovvero, la sensazione inattesa di vivere in un paese normale. 

Sandro, forse non ci prendono davvero, a sto giro.

Ps. Finchè non lo vedo dimettersi non ci credo ma per stasera, per adesso è sufficiente.

Ps2. Giusto per quella bella sensazione di fare cappotto: per quella vecchia storia dell’assassino di Kennedy ci sono novità?

Caterpillar, su Genova

Fare radio cosi mi piace tanto. 

MALTEMPO: SU RADIO2 SPECIALE ‘CATERPILLAR’ CON ASCOLTATORI-REPORTER DA GENOVA = IL DIRETTORE MUCCIANTE, RADIO STRUMENTO EFFICACE NELLE EMERGENZE Roma, 4 nov. (Adnkronos) – Anche Radio2 partecipa alle dirette della Rai per aggiornare gli ascoltatori dai luoghi dell’alluvione: nello speciale pomeridiano di ‘Caterpillar’ informazioni in tempo reale su quanto sta accadendo in Liguria, indicazioni ai cittadini dai responsabili dei soccorsi oltre alla testimonianza in diretta degli ascoltatori dai luoghi del disastro. Centinaia di ascoltatori si sono trasformati in reporter inviando segnalazioni alla redazione guidata da Massimo Cirri con Antonio Di Bella e Paolo Maggioni. «La radio -spiega il direttore di Radio2, Flavio Mucciante- si conferma uno degli strumenti piu efficaci nelle emergenze e in grado anche di veicolare messaggi con il black out delle linee elettriche. Un servizio pubblico nel senso più autentico del termine, potendo contare oggi sui potenti e rapidi contributi dei social network». (Rgf/Ct/Adnkronos) 04-NOV-11 20:09 NNN

FINE DISPACCIO

Roma – 15/10/2011

Sono questi i giorni in cui accendi la tv e speri che non sia il tuo paese, quello raccontato. Sono questi i giorni in cui rimpiangi un tessuto sociale condiviso e non uno sfilacciato. Sono questi i giorni in cui non vuoi rivedere gente in una piazza, colorata di slogan, in carrozzina, i bambini, scappare all’impazzata senza una meta durante un corteo. Sono questi i giorni in cui ti vengono dubbi forti sulla gestione dell’ordine pubblico e non sai che risposte darti. O forse lo sai benissimo: e non cambia mai. Sono questi i giorni in cui rimpiangi un partito forte a sinistra, rappresentativo, con una base attiva, capace di fare alternativa e governare le esigenze. Sono questi i giorni, i primi di sempre, in cui pensi che chi ha lasciato l’Italia, forse, non aveva tutti i torti.

Ps Ascolto Sky. Di solito moderata. Mai sentita -bel segnale- una così solida rappresentazione delle ragioni della piazza, della gente che oggi non ha potuto dire la sua. Che per la cronaca erano duecentomila e svirgola.   

Ieri, Bologna.

Bellissima, Bologna. Al Teatro delle Celebrazioni, con Caterpillar,per la tredicesima giornata nazionale dei risvegli, presieduta da Alessandro Bergonzoni. Tante storie di risvegli italiani, piccoli e grandi, civili, politici, sociali e corporei.

In questa foto, un po’ emozionato da non spiccicare mezzo sorriso (con Massimo Cirri).

Ciao, Seba – Veron chiude col calcio

Sicuramente l’unico piede destro che avrei voluto avere. Sicuramente il lancio da fermo più elegante che abbia visto a San Siro. Sicuramente il gol alla Juve che mi ha fatto godere di più dopo quello di Toldo. Sicuramente il “vagacampista” più ordinato, o l’anarchico più puntuale. Seba con la palla al piede poteva fare quello che voleva. Finisse bene, o male, dipendeva zero dall’impegno. Una faccenda solo d’ispirazione: Seba poteva cambiare dieci ruoli nella stessa partita e interpretarli con una classe comunque fuori media, o decidendo di strafare finendo affogato in un bicchiere d’acqua. Una cosa, certa: Seba non passava mai inosservato. Come tutti i grandi.

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