Consiglio fortemente al giovane Renzo Bossi un nuovo gioco in scatola. Non mi frega nulla di sembrare retorico o di non aver trovato idee migliori per rispondere alla sua passione per i respingimenti dei barconi, via Facebook (cosa che in tempi democristiani avrebbe implicato le dimissioni immediate del padre, che nella vita fa il Ministro della Repubblica, ma fatti vostri, chè morirete democristiani).

Watti è un signore ivoriano, in Italia dal 1992. Ha una incredibile somiglianza fisica con Seedorf, quello del Milan, uno che ho sempre rimpianto, per inciso. Gli mancano solo gli addominali e il bancomat, di Seedorf. La fantasia ce l’ha. Si è inventato questo mezzo tra Monopoli e Il gioco dell’Oca. E’ un riassunto -ironico e divertito- della mission impossible che quotidianamente si para di fronte ad un immigrato. Vince chi si integra per primo, tra permessi di soggiorno, documenti negati, sbattimenti e burocrazia varia.

Lo consiglio a tutti quelli che hanno un vicino di casa leghista. Costa poco (20 euro compresa spedizione) e difficilmente lo troverete sugli scaffali di un negozio qualsiasi di giocattoli.

Il casino è che Watti sta preparando la seconda versione del gioco: quella che racconta il viaggio, per arrivarci, qua. E’ ci sarà sicuramente molto meno da ridere. Pagherei un viaggio a Pontida solo per farci una partita con Renzo Bossi.