Archivio mensile:gennaio 2011

Vincenzone

Venerdì scorso è morto Vincenzone. Era una persona per bene e nella sua vita ne ha vissute molte e diverse, con passione e ironia.

Ieri lo abbiamo salutato tutti insieme.

Dal palco, ci ho tenuto a ricordarlo con queste parole.

  • Mi ricordo di quella volta, in Radio, che al pranzo di Natale hai cominciato a cantare Vincenzone e la Fabbrica.
  • Mi ricordo quando hai detto che quell’abito africano bianco che avevi preso a Kibera ti stava stretto e lo hai regalato a me, che tanto più o meno c’abbiamo la stessa taglia. Diciamo che sono sei misure di più, ma me lo tengo strettissimo.
  • Mi ricordo di quando siamo andati al compleanno di Don Gino per fargli una intervista e tu continuavi a chiedergli solo del fatto che aveva cominciato tardi a fare il prete. Alla quinta volta mi avevi spiegato che l’ascoltatore ha bisogno di un tormentone.
  • Mi ricordo di quando con Claudio abbiamo inventato la trasmissione sul ’68 in cui tu, che in tanti anni a Milano avevi perso completamente il tuo accento napoletano, avresti spiegato al professor John Foot, che in tanti anni a Milano aveva perso completamente il suo accento inglese che cos’era stato il movimento, beh, alla fine abbiamo deciso di non farlo perchè a montare ci saremmo ribaltati dal ridere, come se Totò avesse spiegato a Dan Peterson di Piazza Fontana, della Crota Piemunteisa, di Potere Operaio…
  • Mi ricordo del tuo matrimonio e della festa all’Arci Bellezza
  • Mi ricordo di quanti format abbiamo creato la mattina e che al pomeriggio ci eravamo già dimenticati tutto anche se poche ore prima erano davvero idee promettenti
  • Mi ricordo di quella cena con una signora francese a cui hai rinfacciato tutto il tempo che se la menano tanto ma in realtà sono degli sozzoni perchè non hanno il bidet
  • Mi ricordo i tuoi sms sempre scritti in maiuscolo e di quando ti ostinavi a chattare anche se per rispondere ad una domanda ci mettevi un pomeriggio
  • Mi ricordo che nonostante i 37 anni di differenza mi hai chiamato fratello e mi hai detto che mi volevi bene
  • Non mi ricordo di tutte le cose che hai fatto per me, per Claudio e per Nello dentro la nostra trasmissione. Però mi ricordo di quella volta al carcere di Bollate, quando hai fatto il presentatore della sfida tra detenuti di Napoli e Milano a colpi di canzoni e poesie dialettali, che alla fine ti eri divertito tanto e mi avevi detto che ti sembrava di esserti sentito a casa
  • Mi ricordo tanti vaffanculo ma anche tante carezze.
  • Mi ricordo, soprattutto, che è durata poco ma che ci siamo divertiti un sacco.

Shottini di Ricard

una settimana fa, a parigi, ho assaggiato uno shot -precisamente, una serie di shot- denominato ricard. una roba dolciastra ma godibile, assorbita perfettamente. nonostante il tanto tempo passato, non ho ancora coraggio ad avvicinare un superalcolico di qualsiasi tipo. forse il ricard mi ha fatto davvero bene.

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