Sicuramente l’unico piede destro che avrei voluto avere. Sicuramente il lancio da fermo più elegante che abbia visto a San Siro. Sicuramente il gol alla Juve che mi ha fatto godere di più dopo quello di Toldo. Sicuramente il “vagacampista” più ordinato, o l’anarchico più puntuale. Seba con la palla al piede poteva fare quello che voleva. Finisse bene, o male, dipendeva zero dall’impegno. Una faccenda solo d’ispirazione: Seba poteva cambiare dieci ruoli nella stessa partita e interpretarli con una classe comunque fuori media, o decidendo di strafare finendo affogato in un bicchiere d’acqua. Una cosa, certa: Seba non passava mai inosservato. Come tutti i grandi.