Paolo

con vito volpe Sono quello con la faccia da pirla, a sinistra. Vengo male nelle foto. Sono  nato casualmente a Vigevano, il 13 Settembre  del 1982. Casualmente perché mi aspettavano due  mesi dopo, come quasi tutti gli altri. Quindi, come  quasi tutti gli altri, dovevo nascere a Milano. Invece  sono nato a Vigevano e mi piace la faccia della gente quando lo dico. Dalla cadenza sembrerei proprio di Milano, infatti. All’anagrafe faccio Paolo Matteo. Sull’unica camicia con le sigle che ho (un bel regalo, a 25 anni), c’è scritto PMM. Non suona come JFK ma mi piace uguale. I miei genitori si chiamano Aldo e Giovanna e fanno il medico e l’architetto. Non ho fratelli. Sono cresciuto a Milano e ho avuto la fortuna di conoscere tutti i miei nonni, che fin quando hai dieci anni sono meglio dei fratelli. Poi forse ti manca, un fratello, dopo. Ma ricordo distintamente che alle elementari giravo con la foto di una bambina palestinese che avevamo adottato a distanza. Volevo bene a quella foto come ad una sorella. Chissà che fine ha fatto (la bambina, non la foto). Mia cugina è quasi come una sorella ma è più grande. Quindi sono figlio unico. cascoSono cresciuto ai bordi di Gratosoglio, praticamente a Rozzano, ma anche in Via Orti, che una volta era la Piccola Stalingrado di Milano, ora invece è sempre un bel posto ma con i ristoranti macrobiotici. Adesso abito in centro, vicino all’Arena. Ho fatto il liceo classico al Berchet. A parte le lezioni, esperienza fantastica. Poi l’Università Statale, con cui cerco di chiudere i conti con alterni risultati.  Ho lavorato a Radio Popolare dal 2002 a Settembre 2011. Le voglio bene, alla Radio. E alle tante persone che ci credono. Informazione e intrattenimento. Mi interesso di storie di persone, di umanità varia, di partecipazione, di sport raccontato e di molto altro. La cosa più bella che ho fatto: un radiodocumentario di 90 minuti su Beppe Viola, giornalista, umorista, scrittore e romantico incontinente rimosso dalla sua città. In quell’occasione ero in macchina con Giorgio Terruzzi. Il 12  Novembre 2012 il documentario diventa televisivo e va in onda su Rai3, scritto da me e Paolo Aleotti.

beppe2

Per cinque anni sono stato in onda alle due del pomeriggio scrivendo e conducendo jalla!jalla!, contenitore di costume e società diffuso in tutta Italia. I miei compagni di viaggio sono stati Claudio Agostoni, Nello Avellani, Dario Castelletti e i redattori di Popolare Network. Collaboro alle pagine sportive del Manifesto, con Pubblico, Linea Bianca e il Guerin Sportivo. Sono stato co-autore (non accreditato) di due documentari radiofonici di BBC World Service con David Goldblatt.

Dal Settembre 2011, con orgoglio, faccio parte della squadra di uno dei più interessanti esperimenti riusciti della radiofonia italiana, Caterpillar, in onda sulle frequenze di Rai- Radio 2 .

Mi piace tanto il tennis, quasi come il calcio. Al pallone ho dato tutto me stesso, con alterni risultati. In un’occasione gli ho sacrificato anche la parte più rappresentativa di me, il naso. A qualche mese dall’operazione -come da foto- posso affermare con orgoglio di aver rifiutato più di una subdola offerta di rinoplastica. Era una specie di promontorio, è rimasto una specie di promontorio, solo deviato di un millimetro a sinistra. Nessuno dei miei amici ha preso il centimetro per notare la differenza. Sono sempre io.

naso rotto

Per tre anni (2009-2012) ho collaborato con l’Inter, facendo il dj e lo speaker di San Siro per le partite  in casa. Ho avuto la fortuna di condurre dal campo la festa per la vittoria della Champions League dedicando la Coppa a Giacinto Facchetti.  Mi sento orgogliosamente padano secondo la definizione di Gianni Brera, poco politica, molto legata agli effetti dell’eccesso eno-gastronomico. Amo il Sud nonostante il mio parente più terrone sia di Piacenza. Mi danno del milanocentrico ma preferisco milanoincastrato. Credo che la gente della mia città possa essere molto migliore di quello che sembra. Cerco di capire se ci credono anche loro.  Il 30 Maggio scorso mi sono fatto un’idea più chiara. Sono splendidamente proiettato al passato e credo fortemente nella nostalgia. I miei servizi mi sono valsi due premi giornalistici: Menzione Speciale del Premio Sodalitas 2010 (Onde Road – Tour del Rwanda, con Marco Pastonesi) e Menzione Speciale del Premio Mauro Rostagno 2012 (Mauro acchiappava notizie, regia di Marco Ligabue). Tutto il resto, se avete voglia, è sparso per il blog.

11 thoughts on “Paolo

  1. Pingback: Stillatizio latino
    1. Alice, anche a me è dispiaciuto molto, veramente! ma col tempo Paolo si è sciolto molto (all’inizio era un po’ rigido e bersagliato dal simpatico ma talvolta un po’ stronzetto Cirri) e ora si è ripreso proprio bene. Con Sara vedo una bella coppia (lei simpaticissima emolto brava da subito!!) che porterà felicemente alla pensione 😦 il nostro Cirri.

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